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Tirocinio Formativo

REQUISITI DI ACCESSO E DOCUMENTI NECESSARI

per poter svolgere un tirocinio formativo

Requisiti di accesso secondo le diverse tipologie di tirocinio:

  1. tirocini formativi e di orientamento: sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro; i destinatari sono i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre i dodici mesi;
  2. tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro: sono finalizzati a percorsi di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Sono rivolti principalmente a disoccupati, anche in mobilità, e inoccupati; questa tipologia di tirocini è altresì attivabile in favore di lavoratori in regime di cassa integrazione, sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l’erogazione di ammortizzatori sociali;
  3. tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento o reinserimento in favore di persone con disabilità di cui all’articolo 1, comma 1, della legge n. 68 del 1999 , di persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381 del 1991 nonché di richiedenti asilo e di titolari di protezione internazionale o umanitaria e persone in percorsi di protezione sociale ai sensi dell’articolo 18 del decreto legislativo n. 286 del 1998 .

I cittadini stranieri comunitari, o extracomunitari che soggiornano regolarmente sul territorio italiano, possono effettuare un tirocinio con le stesse modalità dei cittadini italiani.”

Documenti necessari:

  • permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, oppure permesso di soggiorno per asilo politico, protezione sussidiaria, protezione umanitaria o richiesta d’asilo, oppure documento di rinnovo dei documenti se scaduti;
  • codice fiscale;
  • iscrizione al CIP del territorio di riferimento.

PROCEDURA IDEALTIPICA

Le fasi principali della procedura “idealtipica” per l’attivazione di un tirocinio sono:

 

  • Il candidato tirocinante si presenta al CIP o presso un soggetto promotore di tirocini con la documentazione necessaria;
  • Il candidato tirocinante si reca presso il CIP per effettuare l’accreditamento alla piattaforma regionale Lavoro per Te;
  • Il soggetto promotore può supportare il candidato tirocinante nella ricerca di un soggetto ospitante (azienda);
  • Il candidato tirocinante individua un soggetto certificatore accreditato presso la Regione che erogherà il servizio di formalizzazione e certificazione competenze acquisite durante il tirocinio;
  • il soggetto ospitante (azienda) stipula una Convenzione con il soggetto promotore (CPI, ASL, cooperative, enti di formazione, ecc.) e collabora con esso alla stesura del Progetto Formativo;
  • il Progetto Formativo deve avere a riferimento una Qualifica del Sistema Regionale (SRQ);
  • l’azienda designa un responsabile del tirocinio (tutor, con competenze professionali adeguate) che collabora con il soggetto promotore alla stesura del progetto formativo;
  • il soggetto promotore designa un referente formativo (tutor didattico e organizzativo);
  • il soggetto promotore inserisce il Progetto Formativo sulla piattaforma Lavoro per Te per essere condiviso e sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti: soggetto ospitante (azienda), tirocinante, soggetto certificatore delle competenze e, in ultimo, soggetto promotore. Tutti i soggetti devono essere accreditati alla piattaforma;
  • il tirocinante deve essere assicurato contro gli infortuni (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi;
  • l’azienda (o suo delegato) si fa carico della comunicazione obbligatoria “SARE” relativa all’attivazione del tirocinio entro le 24 ore precedenti l’inizio (le aziende multi localizzate possono accentrare tutte le comunicazioni sulla regione della sede legale);
  • Il soggetto promotore carica la Convenzione sulla piattaforma “Lavoro per Te” della Regione Emilia Romagna per essere condivisa con l’azienda e sottoscritta da entrambi;
  • Il soggetto promotore del tirocinio svolge, attraverso i compiti affidati al tutore didattico, un’attività di verifica in itinere del raggiungimento, da parte del tirocinante, degli obiettivi formativi indicati nel progetto di tirocinio;
  • L’ente responsabile del servizio di Formalizzazione e Certificazione nomina l’Esperto di Processi Valutativi (EPV), che predispone il Dossier delle evidenze e acquisisce dal tutore le evidenze secondo le modalità concordate;
  • Il tirocinio deve consentire l’acquisizione da parte del tirocinante di almeno una Unità di Competenza della Qualifica di riferimento;
  • Al termine del tirocinio viene effettuata, a cura dell’EPV, la valutazione delle evidenze prodotte e, quando la valutazione ha esito positivo, viene rilasciata la Scheda Capacità e Conoscenze.

 

LACUNE E CRITICITA’ nell’erogazione del servizio/prestazione,

o eventuali AREE DI INTERESSE STRATEGICO (focus sulle conoscenze e competenze dell’operatore)

Le principali criticità emerse dai questionari somministrati agli operatori relativamente allo strumento del tirocinio formativo sono:

  • Difficoltà date dalla complessità di molte situazioni personali (disabilità, problemi economici, abitativi, sociali, ecc.);
  • Bassa scolarizzazione e, in certi casi, difficoltà di comprensione della lingua;
  • Difficoltà nella reperimento delle aziende disponibili dovuta all’attuale situazione economica del territorio;
  • Complessità delle procedure burocratiche di attivazione del tirocinio inclusa la stesura del progetto di tirocinio;
  • Difficoltà nell’ottenere riscontri sull’esito dei tirocini e sulla tenuta del tirocinante;
  • Bassa spendibilità nel mondo del lavoro;
  • Difficoltà di inserimento nel contesto lavorativo dovuta alla mancata conoscenza di regole di comportamento e/o fraintendimenti con datori di lavoro e colleghi dovuti alla mancata chiarezza nelle richieste e nelle aspettative;
  • Complessità delle procedure di certificazione delle competenze e difficoltà di condivisione con il tirocinante;
  • La difficoltà e le lungaggini burocratiche nel richiedere l’equipollenza dei titoli di studio per certificare le competenze acquisite;
  • La non tracciabilità dei percorsi di istruzione e formativi conseguiti nel paese d’origine e la mancanza di una guida in grado di dare un’indicazione “rapida” circa le competenze conseguite nel paese d’origine (es. Cosa si impara in un istituto professionale di elettronica in Nigeria?);
  • La non tracciabilità dei percorsi lavorativi effettuati nei paesi di origine;
  • La diffidenza da parte di aziende nei confronti di lavoratori provenienti da paesi terzi. Generalmente vengono considerati interessanti solo per mansioni generiche in agricoltura, edilizia e servizi.

 

A chi si rivolgono gli operatori per ottenere informazioni e supporto:

  • Siti internet
  • Centri per l’impiego
  • Regione
  • Enti di formazione

 

Bisogni formativi o strumenti necessari segnalati dagli operatori:

  • Conoscenza della legislazione nazionale e regionale in merito ai requisiti di accesso e sulle diverse tipologie di permessi di soggiorno;
  • Conoscenze sulle diversità culturali dei diversi paesi di provenienza;
  • Maggiore conoscenza del mercato del lavoro e delle opportunità occupazionali;
  • Migliore conoscenza delle modalità di preparazione e compilazione di un progetto di tirocinio formativo;
  • Come gestire il problema degli stereotipi rispetto ai cittadini di paesi terzi nei luoghi di lavoro;
  • Come affrontare i problemi relazionali nei contesti di lavoro;
  • Conoscere meglio le diverse tipologie di tirocinio;
  • Conoscere quali enti/associazioni possono attivarli.

 

Questionario sottotema tirocinio formativo (Questionario somministrato)