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Valutazione scolastica ed esami

RIFERIMENTI NORMATIVI

PROCEDURA IDEALTIPICA

I minori stranieri presenti sul territorio italiano sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.
Pertanto si applicano tutte le disposizioni previste dal regolamento:

  • diritto ad una valutazione, periodica e finale, trasparente e tempestiva, sulla base di criteri definiti dal Collegio dei Docenti;
  • assegnazione di voti espressi in decimi per tutte le discipline di studio e per il comportamento, tranne che per la scuola primaria dove tale voto è espresso con un giudizio;
  • ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato in presenza di voti non inferiori al sei in tutte le discipline e nel comportamento;
  • rilascio della certificazione delle competenze acquisite al termine della scuola primaria e secondaria di primo grado;
  • attribuzione delle tutele specifiche previste dalle norme se lo studente è affetto da disabilità certificata ai sensi della legge n. 104/2012 o da disturbo specifico di apprendimento (DSA) certificato ai sensi della legge n. 170/2010 o presenta altre difficoltà ricomprese nella recente Direttiva sui bisogni educativi speciali emanata il 27 dicembre 2012.

Il Consiglio di Classe può adottare una valutazione di percorso che si basi sul Piano di Studi Personalizzato, sull’impegno dell’alunno e sulle attività svolte nei corsi di italiano L2 e in altri laboratori.

Gli insegnanti dovranno inoltre prendere in considerazione i seguenti indicatori:

  • il percorso scolastico precedente;
  • i progressi rispetto alla situazione di partenza;
  • la motivazione;
  • la partecipazione;
  • l’impegno;
  • le potenzialità di apprendimento dimostrate.

La valutazione dovrà riferirsi al Piano di Studi Personalizzato fino al momento in cui i docenti riterranno che lo studente sia in grado di partecipare alla programmazione generale della classe.

La normativa d’esame non prevede di differenziare formalmente le prove per i ragazzi stranieri, ma solo per gli studenti con bisogni educativi speciali, certificati o comunque forniti di un piano didattico personalizzato.

Per l’esame al termine del primo ciclo d’istruzione, nel caso di notevoli difficoltà comunicative, è possibile avvalersi di mediatori linguistici o di docenti competenti nella lingua madre degli studenti al fine di facilitare la comprensione.

LACUNE E CRITICITA’

Dalla mappatura relativa al sotto-tema in oggetto, effettuata osservando i documenti presenti nei siti internet dei Comuni capo – distretto, degli Uffici Scolastici Territoriali e degli Istituti scolastici dei Comuni capo – distretto delle Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Piacenza, Rimini e analizzando i questionari relativi all’integrazione scolastica degli alunni stranieri somministrati agli Istituti Scolastici delle suddette Province è emerso che:

  • la normativa di riferimento non è presente in tutti i siti;
  • solo i Comuni di Bologna, Imola, Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Piacenza, Ravenna, Lugo, Parma, Langhirano, Correggio, Carpi hanno redatto documenti specifici per il proprio territorio relativi all’accoglienza e all’inclusione scolastica degli alunni/studenti stranieri, allo scopo di definire pratiche di riferimento condivise dalle Direzioni Didattiche e dagli Istituti Scolastici;
  • non tutti gli Istituti scolastici pubblicano su internet il proprio “Protocollo di accoglienza per gli alunni stranieri” e, di conseguenza, non sono sempre reperibili informazioni inerenti le procedure di valutazione;
  • non in tutti i siti internet degli Istituiti scolastici è possibile visualizzare una griglia per la valutazione degli studenti stranieri;
  • non in tutti i siti internet degli Istituti scolastici e possibile reperire documenti che esplicitino i criteri e gli indicatori per la valutazione delle competenze linguistico-comunicative raggiunte dagli alunni stranieri nel corso dei laboratori di Italiano L2;
  • non tutti gli Istituti scolastici hanno predisposto test di valutazione iniziale, in itinere e finale specifici per gli alunni stranieri;
  • molti Istituti scolastici non hanno elaborato un Piano di Studi Personalizzato specifico per gli alunni non italofoni.