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La conoscenza della lingua italiana

Normativa Europea

Normativa Nazionale

 

CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA AI FINI DEL RILASCIO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO UE

Elenco dei requisiti di accesso e dei documenti necessari al richiedente

Dal 12 dicembre 2010 i cittadini stranieri che chiedono il Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE   devono dimostrare di conoscere la lingua italiana almeno al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa.

Possono farlo in diversi modi:

  • dimostrando il possesso del diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado ottenuto presso un istituto scolastico appartenente al sistema di istruzione italiano o presso un CPIA (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) o Centro Territoriale Permanente (CTP) [in questo caso deve farsi rilasciare copia del diploma dalla segreteria della scuola]
  • dimostrando la frequenza ad un corso di studi in un’Università italiana statale o non statale legalmente riconosciuta o ad un dottorato o ad un master universitario [in questo caso deve allegare un documento che confermi l’iscrizione]
  • dimostrando di aver fatto ingresso in Italia ai sensi dell’art. 27, comma 1, lettere a) c) d) e q) del TUI: [in questo caso deve produrre una dichiarazione sul titolo di esonero posseduto]
    • - dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede, uffici di rappresentanza o filiali in Italia
    • - professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico
    • - traduttori e interpreti
    • - giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati       
  • dimostrando il possesso di un Attestato di conoscenza della lingua italiana di livello A2 o superiore rilasciato dopo un corso frequentato in un CPIA o CTP [in questo caso deve allegare copia dell’Attestato]
  • dimostrando di aver ottenuto, nell’ambito dei crediti maturati per l’Accordo di integrazione di cui all’art. 4-bis del TUI, il riconoscimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 [in questo caso deve produrre una dichiarazione sul titolo di esonero posseduto]
  • dimostrando il possesso del certificato ufficiale di conoscenza della lingua italiana di livello A2 o superiore rilasciato dopo un esame da uno dei quattro Enti certificatori (o da un soggetto con loro convenzionato) riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca [in questo caso deve allegare copia del Certificato]. I certificati rilasciabili sono:
    • - CILS - Università per stranieri di Siena
    • - CELI - Università per stranieri di Perugia
    • - IT - Università di Roma Tre
    • - PLIDA - Società Dante Alighieri
  • dimostrando di aver superato il Test di lingua italiana organizzato dalla Prefettura. Al momento della richiesta del Test il cittadino dovrà essere in possesso di: documento di soggiorno in corso di validità o, se scaduto, con ricevuta di rinnovo; passaporto o documento equipollente in corso di validità; codice fiscale; residenza ed eventuale domicilio, se diverso dalla residenza, nel territorio italiano; account e-mail.

Sono esentati dall’obbligo di dimostrare la conoscenza della lingua italiana:

  • i minori di 14 anni
  • le persone che hanno gravi e certificate limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico per età, patologie o handicap [in questo caso è necessario allegare la certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica]
  • gli stranieri titolari di protezione internazionale (ovvero in possesso di permesso di soggiorno per Asilo Politico o Protezione Sussidiaria)

Procedura “idealtipica” di accesso al servizio

Il cittadino straniero che vuol chiedere il Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE deve dimostrare di conoscere la lingua italiana almeno al livello A2 prima di presentare la richiesta alla Questura di competenza.

A tal fine può allegare alla documentazione da inviare una copia del titolo di esonero posseduto tra quelli previsti dalla normativa (vedi sopra); in mancanza di questo può chiedere di sostenere il Test di lingua italiana organizzato dalla Prefettura. Il cittadino straniero che vuole sostenere il Test deve collegarsi al sito https://testitaliano.interno.it, prima registrandosi indicando un indirizzo e-mail e scegliendo una password, poi compilando il modulo di domanda, ove dovrà indicare i propri dati anagrafici, i dati del documento di soggiorno in corso di validità o, se scaduto, i dati della ricevuta di rinnovo; i dati del passaporto o documento equipollente; il codice fiscale; l’indirizzo di residenza ed eventuale domicilio, se diverso dalla residenza, nel territorio italiano; numero di telefono ed e-mail.

La Prefettura della provincia dove il cittadino ha il domicilio riceve la domanda: se tutto è regolare, entro 60 giorni convoca il cittadino comunicando in quale luogo, in quale data e orario farà il Test. Le Prefetture potranno inviare la convocazione al Test via e-mail in caso venga indicato un indirizzo PEC valido, in caso contrario la convocazione verrà comunicata tramite raccomandata all’indirizzo indicato in sede di richiesta. La sede, data e orario del test saranno, comunque, reperibili sul sito https://testitaliano.interno.it.

Il cittadino straniero dovrà presentarsi portando con sé la comunicazione di convocazione della Prefettura e un documento di identità valido per l’espatrio in corso di validità e il permesso di soggiorno.

Il risultato del Test, consultabile sul sito https://testitaliano.interno.it viene inserito nel sistema a cura della Prefettura, che lo comunica alla Questura (non viene rilasciato alcun attestato ma può essere stampato dallo stesso sito).

Inoltre alcune Prefetture pubblicano sul loro sito web sia il calendario delle prove sia i risultati, tramite il codice di protocollo attribuito allo straniero al momento della richiesta on-line.

Se l’esito del Test è negativo o in caso di assenza, il cittadino straniero può ripetere la prova facendo una nuova domanda sul sito https://testitaliano.interno.it ma quest’ultima non può essere effettuata prima di 90 giorni dalla data del test precedente. L’unica giustificazione per l’assenza saranno i motivi di salute, certificati dal medico di base o da un medico dell’ASL. Tale certificato dovrà essere consegnato il giorno fissato per il test oppure inviato per mezzo fax o posta elettronica alla scuola dove si svolgerà entro la data di esame. Soltanto in questo caso l’assenza sarà giustificata e il richiedente potrà fare una nuova richiesta prima dei 90 giorni. Rimane tuttavia la possibilità per il cittadino straniero di richiedere alla Prefettura, prima della data fissata per lo svolgimento del test, lo spostamento della sessione in caso di impedimento. In caso di assenza ingiustificata e di test non superato, gli stranieri che abbiano già presentato domanda per ottenere il Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE, vedranno rigettata l’istanza per mancanza del requisito della conoscenza della lingua italiana. Nell’interesse dei richiedenti è quindi opportuno attendere l’esito positivo del test prima di presentare l’istanza del Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE. L’esito positivo del test non perde validità nel tempo.

Si segnala che in base alla Circolare del MIUR del 20/02/2012 n. 463, in caso di “analfabetismo funzionale”, lo straniero può richiedere di svolgere il test in modalità alternativa a quella scritta. Ad oggi non è chiaro come vengano gestite queste richieste sul territorio regionale.

CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA PER L’ACCORDO DI INTEGRAZIONE

Elenco dei requisiti di accesso e dei documenti necessari al richiedente

Il 10/03/2012 è entrato in vigore l’Accordo di integrazione, finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, con il reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società.

Chi deve sottoscrivere l’Accordo

L’Accordo si applica allo straniero di età superiore ai 16 anni che fa ingresso per la prima volta nel territorio nazionale e la sua sottoscrizione è condizione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno. Sono esentati dalla sottoscrizione: gli stranieri affetti da patologie o da disabilità che determinino gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale, attestati mediante una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica; i minori stranieri non accompagnati affidati ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184; le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento.

In cosa consiste l’Accordo

L’Accordo dovrà essere sottoscritto presso la Prefettura o la Questura competente; una copia è consegnata allo straniero in una lingua a lui comprensibile. In caso di un minore di 18 anni l’Accordo è sottoscritto anche dai genitori o dai soggetti esercenti la potestà genitoriale regolarmente soggiornanti nel territorio nazionale.

Con l’Accordo, lo straniero si impegna a garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori e ad acquisire: un livello di conoscenza della lingua italiana parlata almeno al livello A2; una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia; una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali.

Come funziona l’Accordo – i crediti

L’Accordo è articolato per crediti che possono aumentare o diminuire in base alle attività, ai comportamenti e alle conoscenze che dimostrano il percorso di integrazione compiuto dal cittadino straniero (ad esempio a chi svolge attività di volontariato vengono assegnati 4 crediti, mentre una sanzione pecuniaria definitiva, di importo non inferiore a 10 mila euro comporta la decurtazione di 2 crediti).

La perdita integrale dei crediti determina la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato, ad eccezione dello straniero titolare di permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari, per motivi familiari, di Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE, di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione europea, nonchè dello straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare. Per queste categorie di persone la Prefettura non procederà alla verifica dell’Accordo, prevista dopo 2 anni dalla sottoscrizione.

All’atto della sottoscrizione dell’Accordo, sono assegnati 16 crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia. Contestualmente, la Prefettura fissa l’appuntamento per partecipare, entro i 3 mesi successivi alla stipula dell’Accordo, ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia.

La verifica dell’Accordo

Un mese prima della scadenza del biennio di durata dell’Accordo, la Prefettura ne avvia la verifica invitando lo straniero a presentare, entro quindici giorni, qualora non vi abbia già provveduto, la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti e la certificazione relativa all’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori o, in assenza, la prova di essersi adoperato per garantirne l’adempimento. Al momento della verifica vengono avviati controlli da parte della Prefettura per verificare l’eventuale presenza di reati o illeciti amministrativi che comportino decurtazione di crediti. L’inadempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori, salva la prova di essersi, comunque, adoperato per garantirne l’adempimento, determina in ogni caso la perdita integrale dei crediti assegnati all’atto della sottoscrizione e di quelli successivamente conseguiti e la risoluzione dell’Accordo per inadempimento. I crediti assegnati all’atto della sottoscrizione vengono confermati nel caso in cui sia accertato rispettivamente il livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed il livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia; in caso contrario si provvede alla decurtazione. In particolare, la mancata conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia comporta la decurtazione di 15 dei 16 crediti assegnati. Se la documentazione prodotta accerta un livello di conoscenza superiore vengono riconosciuti i relativi crediti aggiuntivi.

In caso di permesso di soggiorno della durata di un anno, un mese prima della scadenza, si procede alla verifica della partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione, rinviando ogni altra verifica alla scadenza del biennio di durata dell’Accordo.

Titoli che comprovano la conoscenza della lingua italiana

Lo straniero può comprovare la conoscenza della lingua italiana dimostrando di frequentare regolarmente un’Università italiana o producendo uno dei seguenti documenti:

a) qualificazioni (diplomi, certificati e attestati) rilasciate dalle istituzioni scolastiche e/o dalle istituzioni formative nel sistema educativo di istruzione e formazione, di cui alla legge 53/03:

TIPOLOGIA DI QUALIFICAZIONE AUTORITA’COMPETENTE PERCORSO CORRISPONDENTE
1. Diploma di licenza conclusiva del I° ciclo di istruzione MIUR Scuola secondaria di I° grado
2. Certificato delle competenze di base acquisite in esito all’assolvimento dell’obbligo di istruzione MIUR o Regioni a seconda del canale di assolvimento scelto Fine del primo biennio di licei, istituti tecnici, istituti professionali, percorsi di le FP (Sistema di istruzione professionale) triennali e quadriennali
3. Attestato di qualifica di operatore professionale Regioni Percorsi triennali di le FP*
4. Diploma professionale di tecnico Regioni Percorsi quadriennali di le FP**
5. Diploma liceale MIUR Percorsi quinquennali dei licei***
6. Diploma di istruzione tecnica MIUR Percorsi quinquennali degli istituti tecnici***
7. Diploma di istruzione professionale MIUR Percorsi quinquennali degli istituti professionali***

(*) L’attestato può essere ottenuto anche presso gli Istituti Professionali di Stato, in regime di sussidiarietà, ovvero in apprendistato qualifica per giovani di età superiore ai 15 anni
(**) il diploma può essere conseguito anche presso gli Istituti Professionali di Stato, in regime di sussidiarietà, ovvero in apprendistato per giovani di età superiore ai 15 anni
(***) Il diploma può essere conseguito anche ad esito di Percorsi formativi in apprendistato di alta formazione e ricerca

b) qualificazioni (diplomi, certificazione e titoli) rilasciate a partire dall’anno scolastico 2014/2015 dai CPIA:

TIPOLOGIA DI QUALIFICAZIONE AUTORITA’COMPETENTE PERCORSO CORRISPONDENTE
1. Diploma di licenza conclusiva del I ciclo di istruzione MIUR Percorsi di primo livello – primo periodo didattico
2. Certificazione attestante I’acquisizione delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione MIUR Percorsi di primo livello – secondo periodo didattico
3. Titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana a livello A2 Regioni Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana

c) qualificazioni (diplomi, certificazioni e titoli) rilasciate prima dell’anno scolastico 2014/2015 dai CTP:

TIPOLOGIA DI QUALIFICAZIONE AUTORITA’COMPETENTE PERCORSO CORRISPONDENTE
1. Diploma di licenza conclusiva del I° ciclo di istruzione MIUR Percorsi per il conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo
2. Titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana a livello A2 (*) MIUR Corsi di integrazione linguistica e sociale

 (*) Ai fini di quanto previsto dal DPR 179/11, il titolo deve riportare in calce la seguente dicitura “il corso di integrazione linguistica e sociale si è svolto secondo le indicazioni contenute nella nota MIUR n. 2645 del 31.10.2012).

d) Certificati linguistici rilasciati dagli Enti di Certificazione. In particolare il “CELI1″ (Certificato di Lingua Italiana) rilasciato dal CVCL (Centro per la Valutazione e le Certificazioni Linguistiche) dell’Università per stranieri di Perugia ed il “CILS A2″ (Certificato di Italiano Lingua Straniera- Livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento del Consiglio d’Europa) rilasciato dal Centro di Ricerca e Servizi CILS (esami CILS) dell’Università per Stranieri di Siena, il “PLIDA” (Programma Lingua Italiana Dante Alighieri) rilasciata dalla Società “Dante Alighieri” e della “Certificazione italiano L2″ rilasciata dall’Università degli Studi di Roma 3.

In assenza di documentazione che attesti la conoscenza della lingua italiana, lo straniero può chiedere alla Prefettura di sostenere un apposito test. Il superamento del test di italiano ai fini del rilascio del Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE non è valido ai fini dell’adempimento dell’Accordo di integrazione.

Come comprovare la conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia

Di norma, lo straniero è tenuto a partecipare alla sessione di educazione civica prenotata dalla Prefettura in sede di sottoscrizione dell’Accordo.
In deroga a ciò, gli stranieri regolarmente frequentanti un’Università italiana e i possessori dei titoli di cui ai punti a, b e c sopraelencati e (al punto d) i possessori del “PLIDA” e della “Certificazione italiano L2″ rilasciata dall’Università degli Studi di Roma 3, che non abbiano frequentato la sessione di formazione civica, non subiranno decurtazioni di crediti in quanto si ritiene che il percorso di studi al termine del quale sono stati conseguiti i titoli abbia fornito i richiesti elementi di conoscenza.
Lo straniero che non abbia partecipato alla sessione o non sia in possesso dei titoli citati sopra, può chiedere alla Prefettura di sostenere un apposito test.

Conclusione della verifica

La verifica si conclude con l’attribuzione dei crediti finali e l’assunzione di una delle seguenti determinazioni:

  • Adempimento – qualora sussistano contemporaneamente i seguenti requisiti:
    – il numero dei crediti sia pari o superiore alla soglia di adempimento, fissata in 30 crediti
    – sia stato conseguito il livello A2 della conoscenza della lingua italiana parlata
    – sia stato conseguito un livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia
  • Proroga di un anno – qualora si verifichi una delle seguenti condizioni:
    – il numero dei crediti sia compreso tra 1 e 29
    – non sia stato conseguito il livello A2 della conoscenza della lingua italiana parlata
    – non sia stato conseguito un livello sufficiente della conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia

Della proroga è data comunicazione allo straniero; un mese prima della scadenza di tale proroga, la Prefettura avvisa lo straniero e attiva la verifica finale riferita all’intero triennio, che può dar luogo all’estinzione dell’Accordo per adempimento oppure alla risoluzione dell’Accordo per inadempimento o alla risoluzione dell’Accordo per inadempimento parziale di cui l’autorità competente tiene conto per l’adozione dei provvedimenti discrezionali di cui al TUI.

  • Inadempimento – qualora il numero dei crediti sia pari o inferiore a zero. La risoluzione dell’Accordo per inadempimento determina la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale, salvo ricorra uno dei casi di divieto di espulsione dello straniero previsti dal TUI
  • Inadempimento parziale – qualora in caso di proroga, in fase di verifica:
  1. Il numero di crediti risulti superiore a zero ma inferiore a 30:
    – per assenza di idonea documentazione
    – per mancato esercizio della facoltà di sostenere il test di accertamento della conoscenza della lingua italiana e degli elementi di cultura civica
    – per irreperibilità dello straniero
  2. Il numero dei crediti risulti superiore a 30 ma:
    – non sia stato conseguito il livello A2 della conoscenza della lingua italiana parlata
    – non sia stato conseguito un livello sufficiente della conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia

Procedura “idealtipica” di accesso al servizio

Lo straniero che ha fatto ingresso in Italia dopo il 10/03/2012 è tenuto a sottoscrivere l’Accordo di integrazione nelle modalità e con le esenzioni descritte sopra. Il giorno della sottoscrizione, la Prefettura chiede all’utente di indicare un indirizzo mail valido (possibilmente PEC) e gli fornisce delle credenziali per accedere al sito http://accordointegrazione.dlci.interno.it, dove lo straniero potrà controllare in ogni momento l’iter dell’Accordo e i propri crediti. Le credenziali possono essere recuperate (in caso di necessità) dalla Prefettura, interrogando l’Accordo e riproducendo la stampa del relativo modulo: al primo accesso verrà chiesto allo straniero di confermare le credenziali variando l’utenza in un indirizzo mail valido.
Un mese prima della scadenza del biennio di durata dell’Accordo, la Prefettura ne avvia la verifica invitando lo straniero a presentare, entro quindici giorni, qualora non vi abbia già provveduto, la documentazione necessaria ad ottenere il riconoscimento dei crediti e la certificazione relativa all’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori. I crediti assegnati all’atto della sottoscrizione vengono confermati nel caso in cui sia accertato rispettivamente il livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed il livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia; in caso contrario si provvede alle decurtazioni (vedi sopra). Se la documentazione prodotta accerta un livello di conoscenza superiore vengono riconosciuti i relativi crediti aggiuntivi.
La conoscenza della lingua italiana può essere comprovata attraverso certificazioni, diplomi o titoli (vedi sopra).
In assenza di tale documentazione, lo straniero può richiedere alla Prefettura di sostenere un apposito test articolato in due sezioni: la prima sezione del test è relativa alla conoscenza della lingua italiana a livello A2, la seconda alla conoscenza della cultura civica e della vita civile, da svolgersi in un’unica giornata presso uno dei CPIA o CTP del territorio.
A tal fine lo straniero accede al portale http://accordointegrazione.dlci.interno.it utilizzando le credenziali fornitegli dalla Prefettura al momento della sottoscrizione dell’Accordo, entra nella sezione “prenotazione test” e seleziona il tasto “richiesta prenotazione”. Il sistema prenderà in carico la richiesta: nei giorni successivi, rientrando nel portale, lo straniero potrà verificare la data a lui assegnata per il test. Il raggiungimento del livello almeno “sufficiente” della cultura civica e della vita civile comporta anche l’attribuzione del livello di italiano A2 (“solo lingua parlata”), qualora lo straniero, nell’apposita sezione di verifica, non abbia dimostrato di avere una piena conoscenza del livello A2 (italiano scritto e parlato) o non sia già in possesso di un livello superiore di conoscenza della stessa. Lo straniero già in possesso di un attestato di conoscenza della lingua italiana almeno di livello A2, potrà richiedere di un test che accerti soltanto la conoscenza della cultura civica.
E’ previsto anche un test per far verificare il livello B1, che si svolgerà in non più di 2 sessioni annuali e in un’unica sede per Regione: a questo test possono iscriversi solo gli stranieri che hanno superato il test di conoscenza di livello A2 o che siano già in possesso di una certificazione di competenza linguistica o di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 rilasciati rispettivamente dalle istituzioni convenzionate con il Ministero degli affari esteri, riconosciute dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e conseguite presso le sedi presenti nel territorio italiano e all’estero, o dai CPIA o CTP.
In base alla documentazione esibita o all’esito del test la verifica dell’Accordo si concluderà con una delle seguenti determinazioni: inadempimento, adempimento, proroga (vedi sopra).
Nel periodo che intercorre tra la data di sottoscrizione e quella di verifica, lo straniero può richiedere la sospensione o la proroga dell’Accordo alla Prefettura presentando idonea documentazione, soltanto nel caso in cui ricorrano le seguenti casistiche previste dalla normativa: gravi motivi di salute, gravi motivi di famiglia, motivi di lavoro, frequenza di corsi o tirocini di formazione, frequenza di corsi di decine di aggiornamento od orientamento professionale, motivi di studio all’estero.

Lacune e criticità nell’erogazione del servizio per il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo UE e per l’Accordo di integrazione

Per comprendere quali fossero gli aspetti più problematici legati a questa tematica sono stati creati dei questionari, formulati con 2 domande a risposta aperta con la possibilità di indicarne fino a un massimo di 4, ordinandole dalla più importante alla meno importante. La prima domanda era incentrata sulle criticità rilevate dagli operatori, mentre la seconda chiedeva di indicare le esigenze formative degli operatori rispetto alla stessa tematica. Sono stati somministrati 9 questionari alle Prefetture dei Comuni capoluogo di Provincia e 10 questionari ai CTP/CPIA (uno in più in quanto abbiamo inviato il questionario sia alla sede di Forlì, sia a quella di Cesena). I questionari sono stati inviati via posta elettronica, quelli ritornati sono stati 3 dalle Prefetture e 16 dai CTP/CPIA. Il numero dei questionari ritornati è uguale al numero di quelli inviati, ma alcuni (nonostante vari solleciti) non l’hanno mai riconsegnato, ed altri ne hanno inviati (di loro iniziativa) più di uno, come ad esempio un CPIA che ne ha mandati 11. Sia per le criticità che per le esigenze formative si sono rilevate risposte abbastanza differenziate. Molti enti hanno interpretato le domande in senso ampio o divergente rispetto alle domande proposte (le criticità, ad esempio, spesso fanno riferimento al contesto lavorativo generale in cui si trova l’operatore, più che allo specifico argomento trattato). D’altra parte, questo è un dato spontaneo che fa riflettere sulle difficoltà quotidiane in cui si trovano a lavorare alcuni operatori della Pubblica Amministrazione, spesso dotati di pochi mezzi pratici e formativi e con una scarsa collaborazione e condivisione con altri enti che trattano fasi diverse della stessa procedura.
Riguardo le criticità, per l’Accordo di integrazione emerge una mancanza di adeguata comunicazione e informazione rispetto ai contenuti dello stesso e contemporaneamente una scarsa presa di coscienza, da parte dello straniero, dell’importanza dell’Accordo (ad es. difficoltà nel rintracciare lo straniero). Per quanto riguarda il test di lingua la maggiore criticità è legata ai notevoli tempi di attesa, spesso causati da un numero non adeguato di sessioni; altra segnalazione importante è quella rispetto agli analfabeti, per i quali rimane inapplicata la normativa che prevede la possibilità di una prova ad hoc. In generale è segnalata la mancanza di una prova orale. L’assenza di una preparazione al test è un’altra delle criticità maggiormente segnalate.
Rispetto alle necessità formative degli operatori delle PA è stato rilevato il bisogno di formazione in merito alle modalità di costruzione dei test di conoscenza della lingua, in particolare per quanto riguarda quelli destinati agli analfabeti, e viene auspicata una formazione dedicata al miglioramento degli aspetti organizzativi sia a livello amministrativo che tecnico. Si segnala che alcuni degli interpellati non hanno preso in considerazione la possibilità indicare la formazione desiderata.

Questionario somministrato

Report dei questionari ritornati (in forma anonima)

Checklist dei siti istituzionali

E’ stata effettuata la mappatura di verifica dei siti web degli enti competenti nei 38 Comuni capo distretto della Regione Emilia Romagna, rispetto agli obblighi di legge relativi alla comunicazione.

Checklist (in forma anonima)