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FEI – Prisma

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Percorsi in Rete per l’Integrazione Sociale e la Mediazione Abitativa

Soggetto capofila: COMUNE DI FERRARA

Partner del progetto:

  • Provincia di Ferrara
  • Comune di Bologna
  • Provincia di Bologna
  • Comune di Modena 
  • Provincia di Modena
  • Cooperativa Sociale Camelot – Officine Cooperative
  • Consorzio di Cooperative L’Arcolaio
  • Cooperativa Sociale Gulliver
  • Cooperativa Sociale Libellula

Programma di finanziamento: FEI (Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi) 2007-2013 – Annualità 2013 – Azione 6 – Mediazione sociale, Linguistica ed Interculturale

Obiettivi del progetto
– Articolare un’indagine comparativa tra i territori, sui dispositivi per l’integrazione socio-abitativa e socio-urbana dei cittadini di Paesi Terzi, favorendo la messa a regime di prassi migliorative.
– Sviluppare percorsi mediativi di prossimità sostenendo la partecipazione e l’orientamento dei residenti come strumenti di integrazione tra le appartenenze socio-culturali e di sostegno alla vivibilità dei luoghi con fenomeni di disagio legati a dinamiche complesse.
– Predisporre azioni di accompagnamento sociale verso gli assegnatari Erp e le emergenze abitative, nelle fasi di ingresso, permanenza e uscita, anche coinvolgendo i soggetti con patrimonio edilizio inutilizzato in un’ottica di abitare sociale.
– Qualificare le funzioni della mediazione socio-linguistico-culturale con azioni di confronto e pratica di nuove forme di accoglienza in ambito abitativo.

Articolazione del progetto
Il progetto PRISMA si sviluppa su 5 fasi d’intervento:
1. Predisposizione di una Rete Interprovinciale per l’Integrazione Socio Abitativa composta dai partner di progetto dei territori provinciali di Ferrara, Modena e Bologna, dedicata a:
• sviluppare un’analisi comparativa con una banca dati condivisa, relativa ai modelli e alle pratiche utilizzate sui diversi territori per facilitare l’accesso all’alloggio dei cittadini di Paesi Terzi e per sostenere la coesione socio-urbana e socio-abitativa nei contesti ad alta complessità socio-culturale;
• definire un protocollo d’indirizzo trasversale alle province, per l’adozione dei modelli d’intervento più efficaci e delle migliori strategie operative sui territori.

2. Presso complessi abitativi e spazi urbani degradati ubicati nelle città di Ferrara (con particolare riguardo al condominio Grattacielo), Cento, Modena (R-Nord e Windsor Park), Calderara di Reno (Garibaldi 2), Imola (via Marconi), Casalecchio di Reno, servizi di mediazione e portierato sociale con funzioni di prossimità, tra cui: punto informativo d’ascolto, orientamento e intermediazione alle opportunità e ai servizi sul territorio; supporto nell’adempimento di pratiche amministrative e nella compilazione di documenti; mediazione dei conflitti di vicinato; promozione e organizzazione, con l’associazionismo locale, di attività e spazi di socializzazione (percorsi ricreativi, eventi, mercatini, video making, etc.); organizzazione di attività partecipative di reciproco sostegno (ad es. “banca del tempo”).

3. Sperimentazione di nuove forme di accoglienza presso i contesti ERP e negli alloggi di transizione (con particolare riguardo al quartiere Barco di Ferrara e a S. Giovanni in Persiceto): facilitare l’inserimento socio-abitativo dei nuovi residenti attraverso percorsi info-formativi di gruppo, anche con l’illustrazione e la consegna di specifiche guide multilingue, da produrre nell’ambito del progetto; garantire attività di mediazione sociale nei plessi abitativi, innanzitutto in termini preventivi, per rilevare le esigenze degli abitanti e sviluppare percorsi di inclusione, garantendo un raccordo con l’Ente gestore e con gli Sportelli Sociali; sedute di mediazione dei  conflitti anche rilevando situazioni che richiedono provvedimenti di mobilità o uscita.

4. Favorire l’affitto di spazi abitativi non utilizzati, da destinare alle fasce di popolazione immigrata più fragili, tramite il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati attraverso: ricerca di reti e accordi territoriali tra soggetti pubblici e privati (associazioni di proprietari e inquilini) per
stimolare realtà alloggiative a canone concordato; informazione multilingue; supporto agli utenti per eventuali di fondi di garanzia disponibili; intermediazione culturale; sensibilizzazione dei proprietari.

5. Focus group tra operatori della mediazione socio-culturale per integrarne le esperienze e gli strumenti, nell’ottica di accrescerne le competenze.

Durata delle attività Settembre 2014-giugno 2015

 

Documenti prodotti nell’ambito delle attività del progetto

Protocollo d’indirizzo per l’utilizzo di pratiche di mediazione sociale a sostegno dell’accesso all’alloggio, della convivenza socio-culturale e della vivibilità a livello abitativo ed urbano

 

Esiti del percorso di indagine comparativa