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Accesso al Lavoro Autonomo

REQUISITI DI ACCESSO E DOCUMENTI NECESSARI

Requisiti per l’accesso al lavoro autonomo (di tipo industriale, professionale, artigianale o commerciale, oppure costituire una società di capitali o di persone, o accedere a cariche societarie):

  1. disporre delle risorse adeguate per l’esercizio dell’attività che intende intraprendere;
  2. possedere i requisiti morali e professionali previsti dalla legge italiana per l’esercizio delle singole attività, compresi i requisiti per l’iscrizione ad albi o registri, dove necessari;
  3. disporre di un’alloggio documentabile mediante l’esibizione di un contratto di acquisto o locazione di immobile;
  4. disporre di un reddito annuo proveniente da fonti lecite, superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria o di corrispondente garanzia da parte di enti o cittadini italiani o stranieri soggiornanti nel territorio dello stato.

Con il Decreto Flussi 2013, possono richiedere un visto d’ingresso per lavoro autonomo, i cittadini stranieri extra-UE che intendono costituire ed avviare sul territorio italiano una start-up innovativa, come definita all’art. 25, comma 2, del DL 179/2012, anche  avvalendosi dei servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati (cd. Italia Startup Visa).

Per ottenere il nulla osta dal Comitato tecnico Italia Startup Visa, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, i soggetti interessati dovranno presentare una specifica istanza tramite il sito italiastartupvisa.mise.gov.it, corredata da CV, business plan e l’attestazione di effettiva disponibilità di risorse finanziarie almeno pari a 50.000 euro, oppure, da una dichiarazione d’impegno firmata dal legale rappresentante dell’incubatore certificato presso cui ci sia la disponibilità ad ospitare la start-up innovativa. Il Comitato darà l’esito per l’ottenimento del Visto entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

Per una singola start-up innovativa possono beneficiare del Nulla Osta del Comitato fino a un massimo di cinque individui, elevabili fino a dieci dal Comitato tecnico, in funzione del singolo progetto imprenditoriale. Questo passaggio consente un iter di ottenimento del visto di ingresso e del permesso di soggiorno, da parte delle autorità consolari e delle Questure competenti, più celere. Di fatto, le Rappresentanze diplomatico-consolari, dopo i controlli di rito, rilasceranno un visto di lavoro autonomo start-up, della durata di un anno, tramite cui sarà possibile ottenere il permesso di soggiorno dalla Questura.

Documenti necessari del richiedente per intraprendere un lavoro autonomo:

  1. una dichiarazione che non sussistono motivi che impediscono il rilascio del titolo abilitativo o autorizzatorio (anche tramite proprio procuratore) alla competente autorità amministrativa italiana. Per esercitare attività che richiedono l’accertamento di specifiche idoneità professionali o tecniche (professioni sanitarie e professioni sottoposte alla vigilanza del Ministero della Giustizia) è necessario il riconoscimento del titolo professionale, se conseguito in un paese non appartenente all’Unione Europea. Al riconoscimento provvedono il Ministero delle attività produttive o altro Ministero o diverso organo competente per materia, nei limiti delle quote di ingresso. Le dichiarazioni devono avere una data non anteriore a tre mesi dalla richiesta del visto di ingresso.
  2. un’attestazione dei parametri riguardanti la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che vuole intraprendere. Tale attestazione viene rilasciata dalla Camera di Commercio competente per territorio, se l’attività è di carattere imprenditoriale (quindi prevede l’iscrizione al registro delle imprese) o dal competente ordine professionale se l’attività rientra nella libera professione (quindi prevede l’iscrizione ad un ordine).
  3. il nulla osta provvisorio per l’ingresso alla Questura territorialmente competente, anche tramite il proprio procuratore, presentando la dichiarazione che non sussistono motivi ostativi al rilascio del titolo abilitatitvo o autorizzatorio; l’attestazione dei parametri finanziari di riferimento e la documentazione relativa alla situazione alloggiativi in Italia. Il nulla osta deve essere rilasciato entro 20 giorni dal ricevimento della dichiarazione.
  4. il visto di ingresso alla Rappresentanza diplomatica italiana nel Paese di appartenenza presentando:
    a) la dichiarazione completa di nulla osta;
    b) l’attestazione della Camera di commercio o dell’organo competente;
    c) disponibilità di alloggio idoneo;
    d) sussistenza di un reddito sufficiente.
    Il visto di ingresso per lavoro autonomo viene rilasciato con l’espressa indicazione dell’attività cui il visto si riferisce e nei limiti stabiliti dalle quote di ingresso decise annualmente. Il visto di ingresso per lavoro autonomo deve essere rilasciato o negato entro 120 giorni dalla data di presentaziondella domanda e deve essere utilizzato entro 180 giorni dalla data del rilascio.
  5. il permesso di soggiorno per lavoro autonomo alla Questura competente per territorio entro otto giorni dall’ingresso in Italia. Il permesso di soggiorno non può avere una durata superiore ai 2 anni. Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo consente l’esercizio di lavoro subordinato, previo inserimento nelle liste del centro per l’impiego oppure se il rapporto è in corso previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione Provinciale del Lavoro. Lo straniero in possesso del permesso di soggiorno per motivi di studio o di formazione professionale può richiedere la conversione del permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

 

PROCEDURA IDEALTIPICA 

1. Richiesta della DICHIARAZIONE CHE NON SUSSISTANO MOTIVI OSTATIVI AL RILASCIO DEL TITOLO ABILITATIVO O AUTORIZZATORIO.

Nel caso in cui si intende svolgere una delle attività per le quale sono richieste delle autorizzazioni, licenze o l’iscrizione ad appositi registri o albi, ovvero la presentazione di una dichiarazione o denuncia ed ogni altro tipo di adempimento amministrativo, l’autorità amministrativa competente al rilascio di tale dichiarazione, che può essere richiesta anche tramite un procuratore munito di apposita delega, è:
· il MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA per le seguenti attività professionali: Agenti di cambio, Agronomi e Dottori Forestali, Agrotecnici, Architetti, Assistenti sociali, Attuari, Avvocati, Biologi, Chimici, Dottori commercialisti, Consulenti del lavoro, Geologi, Geometri, Giornalisti, Ingegneri, Psicologi, Ragionieri e periti commerciali, Revisori contabili, Tecnologi alimentari, Periti agrari, Periti industriali. Requisito fondamentale per il rilascio di detta dichiarazione sarà il riconoscimento del titolo professionale;
· la CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA (CCIAA) (competente anche per le attività soggette ad iscrizione in albi, registri o elenchi che vengono tenuti dalla stessa) per le cd attività libere, per le quali non è prevista l’iscrizione ad albi o titoli autorizzatori;
· il MINISTERO DELLA SALUTE per le professioni sanitarie.

ATTENZIONE! Per esercitare una professione è necessario il previo riconoscimento del titolo professionale quando questo è stato conseguito in un Paese non appartenente all’Unione Europea. Per quanto concerne l’esercizio di una professione sanitaria, anche a carattere occasionale, è richiesto il preventivo riconoscimento da parte del Ministero della Sanità. Per le professioni sottoposte alla vigilanza del Ministero della Giustizia, il procedimento di riconoscimento del titolo avviene presso la direzione generale degli Affari Civili – Ufficio VII – Reparto Internazionale, in base ai criteri di cui alle direttive 89/48 e 92/51/CEE che già disciplinano la materia per i cittadini comunitari.

2. Richiesta dell’ATTESTAZIONE DEI PARAMETRI FINANZIARI DI RIFERIMENTO: attestazione della Camera di commercio competente per territorio dei parametri riguardanti la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere (l’attestazione dell’autorità competente e quella della Camera di commercio sono richieste anche agli stranieri prestatori d’opera presso società, anche cooperative, costituite da almeno tre anni);
Tale attestazione non è altro che una dichiarazione che riporta quali e quante risorse finanziarie occorre possedere per l’esercizio di una determinata attività autonoma o imprenditoriale.
Questa dichiarazione è rilasciata:
· dal competente Ordine professionale nel caso di attività che richiedono il rilascio di un titolo abilitativo o autorizzatorio.
· dalla Camera di Commercio (CCIAA) del luogo in cui l’attività verrà svolta, nel caso in cui si tratti di un’attività che non richieda il rilascio di un titolo abilitativo o autorizzatorio.

La Camera di Commercio non è tenuta a verificare l’effettiva disponibilità delle risorse economiche e non è tenuta al rilascio dell’attestazione dei parametri finanziari nei seguenti casi:
a) nel caso di possesso, da parte dello straniero, di “titolo” di subentro in una attività imprenditoriale già avviata. In tal caso la Camera rilascerà una specifica attestazione relativa alla validità ed idoneità di detto “titolo” ai fini del subentro dell’interessato nell’esercizio dell’attività indicata. Tale attestazione sostituisce quella relativa ai parametri finanziari;
b) nel caso di consulenti anche con contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
c) nel caso in cui il lavoro autonomo che si intende esercitare consista nella collaborazione ad imprese iscritte al Registro Imprese già attive in Italia, da parte di soggetti che rivestono cariche sociali o soci prestatori d’opera di società o cooperative;
d) nel caso di stranieri in possesso di permesso di soggiorno rilasciato per motivi che consentono l’esercizio di attività lavorativa.

I criteri utilizzati per la definizione dei parametri variano a seconda della natura dell’attività e si basano sulla valutazione di eventuali:
– costi per immobili (acquisto o locazione)
– costi per macchinari ed impianti
– costi per attrezzature
– costi diversi (contratti di fornitura – scorte)

Tali parametri devono attestare la disponibilità in Italia, da parte del richiedente, di una somma non inferiore alla capitalizzazione, su base annua, di un importo mensile pari all’assegno sociale.

N.B. Le dichiarazioni devono avere una data non anteriore a tre mesi dalla richiesta del visto di ingresso.

Solo per chi deve fare ingresso in Italia

3. Richiesta di nulla osta in Questura

In presenza di queste condizioni, il cittadino straniero deve richiedere alla Questura territorialmente competente, il NULLA OSTA PROVVISORIO AI FINI DELL’INGRESSO. Tale nulla osta dovrebbe essere rilasciato entro 20 gg dalla data di ricevimento dell’istanza.

Per ottenere il nulla osta al lavoro da parte della questura occorre esibire:
– LA DICHIARAZIONE CHE NON SUSSISTONO MOTIVI OSTATIVI AL RILASCIO DEL TITOLO ABILITATIVO O AUTORIZZATORIO: attestazione dell’autorità competente, di data non anteriore a tre mesi, rilasciata anche al procuratore, che dichiari che non sussistono motivi che impediscono il rilascio dell’autorizzazione, licenza o nulla osta o iscrizione in un apposito registro o albo prevista per lo svolgimento della specifica attività professionale da svolgere. Come detto, per l’esercizio di una professione è necessario il riconoscimento del titolo professionale straniero conseguito in un paese non appartenente all’Unione Europea: per la professione sanitaria è competente il Ministero della Salute, per le altre professioni il Ministero della Giustizia;

- L’ATTESTAZIONE DEI PARAMETRI FINANZIARI DI RIFERIMENTO: attestazione della Camera di commercio competente per territorio dei parametri riguardanti la disponibilità delle risorse occorrenti per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere (l’attestazione dell’autorità competente e quella della Camera di commercio sono richieste anche agli stranieri prestatori d’opera presso società, anche cooperative, costituite da almeno tre anni);

- Documentazione relativa alla sistemazione alloggiativa in Italia.

4. Richiesta visto per lavoro autonomo

Una volta ottenuto il nulla osta all’ingresso, il cittadino straniero DEVE RICHIEDERE ALLA RAPPRESENTAZIONE DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA IL VISTO DI INGRESSO PER LAVORO AUTONOMO.
La Rappresentanza verificherà anche la sussistenza della quota nell’ambito del decreto flussi.
Per la richiesta del visto occorre produrre i seguenti documenti:
· formulario per la domanda del visto d’ingresso
· fotografia recente in formato tessera
· documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto
· a seconda del tipo di attività:
a. Nel caso di libero professionista: dichiarazione rilasciata dall’amministrazione preposta alla concessione della eventuale abilitazione, licenza, autorizzazione, o alla ricezione della denuncia di inizio attività, ovvero dagli Enti preposti alla vigilanza degli ordini professionali.
b. Nel caso di imprenditore, commerciante, artigiano: Attestazione dei parametri finanziari di riferimento.
c. Nel caso di titolare di contratto per prestazione d’opera, consulenza: ü copia dell’ultimo bilancio depositato presso il Registro delle imprese (società di capitali), o dell’ultima dichiarazione dei redditi (società di persone o impresa individuale), dal quale risulti che l’entità dei proventi o dei redditi sia sufficiente a garantire il compenso
ü certificato di iscrizione della società attiva da almeno tre anni nel registro delle imprese (nel caso di contratto con impresa italiana), o analoga attestazione, vidimata dalla Rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente (nel caso di contratto con committente estero)
ü copia della dichiarazione di responsabilità, già rilasciata o inviata dal committente italiano (o dal suo legale rappresentante) alla competente Direzione Provinciale del Lavoro, Servizio Ispezione del Lavoro, con la quale si indichi che in virtù del contratto stipulato, non verrà instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato.

Disponibilità di un alloggio idoneo dimostrabile secondo una delle seguenti modalità:

- contratto di acquisto o locazione di un immobile
– dichiarazione resa ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 4.1.1968, n.15
– dichiarazione resa ai sensi delle medesime norme da un cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, che attesti di aver messo a disposizione del richiedente il visto un alloggio idoneo, corrispondente ai parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Dimostrazione di un reddito, acquisito nel precedente esercizio finanziario nel Paese di residenza, di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Nulla Osta in originale della Questura territorialmente competente.
Le Rappresentanze diplomatiche o consolari possono richiedere al cittadino extracomunitario documenti aggiuntivi per il rilascio del visto di ingresso per lavoro autonomo.

Una volta entrati in Italia

Una volta effettuato l’ingresso in Italia, il cittadino straniero DOVRÀ, ENTRO 8 GIORNI LAVORATIVI , presentare la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo utilizzando gli appositi Kit e inviandoli per mezzo dell’Ufficio postale.

LACUNE E CRITICITA’ nell’erogazione del servizio/prestazione, 

o eventuali AREE DI INTERESSE STRATEGICO (focus sulle conoscenze e competenze dell’operatore)

Le principali criticità emerse dai questionari somministrati agli operatori sul tema dell’orientamento al lavoro autonomo:

  • Complessità nel reperire un quadro generale e certo di riferimento, sia in merito ai requisiti di accesso e procedure, sia in merito alla documentazione necessaria;
  • Mancata chiarezza sull’argomento;
  • Mancanza di strumenti informativi e di orientamento a disposizione;
  • Normative complesse e articolate;
  • La scarsa conoscenza della lingua italiana. Occorrerebbero sintetici vademecum da poter usare come supporto durante la fase di orientamento degli operatori dei Centri ma anche per i professionisti che operano all’interno di CAF, studi commerciali e consulenti del lavoro, molto spesso in difficoltà nello spiegare agli utenti la complessa norma resa ancora più complessa da un linguaggio burocratico e prolisso.

A chi si rivolgono gli operatori per ottenere informazioni relative all’accesso al lavoro autonomo:

  • Camera di commercio;
  • Sindacati e patronati;
  • Associazioni di categoria;
  • Commercialisti;
  • Consulenti del lavoro.

Bisogni formativi o strumenti necessari segnalati dagli operatori intervistati:

  • Conoscenza del quadro normativo nazionale e regionale, delle procedure, dei requisiti di accesso e documentazione necessaria per l’accesso al lavoro autonomo;
  • Conoscenza degli aspetti legali;
  • Maggiori rapporti con la Camera di Commercio;
  • Un’informazione più organica e un’attività di monitoraggio sui bandi relativi all’autoimprenditorialità;
  • Conoscenza delle normative specifiche per l’imprenditoria / quali requisiti necessari;
  • Una formazione adeguata per operatori, educatori, assistenti sociali e sportellisti atta ad effettuare percorsi di crescita professionale o culturale che li evolva da interventi molto spesso di tipo assistenzialistico e non capacitante;
  • Formazione tecnica per operatori: dove indirizzare, quali strumenti usare e dove trovarli, guide pratiche per la consultazione della normativa e guide di facile consultazione, numero verde di riferimento per consulenze veloci.

Considerazioni raccolte

  • “Sostenere le persone provenienti da paesi terzi nel prendere iniziative di tipo imprenditoriale e cooperativo richiederebbe agli operatori e agli utenti un cambiamento di tipo culturale. Bisognerebbe innanzitutto fornire agli operatori dell’orientamento una formazione specifica sul tema. D’altra parte gli utenti che si rivolgono ai nostri sportelli sono principalmente alla ricerca di un lavoro dipendente, di qualsiasi tipo, incapaci o non intenzionati a esprimere preferenze rispetto alle aree di impiego, purchè permetta di garantire i bisogni elementari di cibo e alloggio. Quanti invece si avvicinano al lavoro autonomo chiedendo informazioni per l’apertura della partita Iva lo fanno principalmente per agevolare l’assunzione a datori di lavoro per i quali hanno precedentemente lavorato e con cui avevano intrattenuto contrattualizzazioni atipiche. La libera imprenditorialità, invece, andrebbe suggerita come alternativa “creativa” e come presa di coscienza del proprio lavoro e valore, non come “escamotage” per perpetuare forme di sfruttamento. Occorrerebbero dunque momenti aggregativi in cui mettere a tema l’argomento per sollecitare una presa di coscienza fondamentale per la costruzione di un’identità lavorativa e di comunità inclusiva.”

Questionario sottotema accesso al lavoro autonomo (Questionario somministrato)

 

RISORSE UTILI

CNA World Un nuovo servizio della CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa pensato per gli imprenditori ed i lavoratori stranieri. Dall’avvio d’impresa al credito, dagli adempimenti fiscali alla formazione dei dipendenti: servizi mirati per l’integrazione degli stranieri (Indirizzi e contatti delle sedi in Emilia Romagna).

Le Camere di Commercio mettono a disposizione il proprio call-center per tutte le informazioni generali sulla Comunicazione Unica e per il supporto alla predisposizione e all’invio della pratica.E’ il riferimento per i quesiti inerenti lo scaricamento e l’utilizzo del software disponibile su www.registroimprese.it e per i quesiti relativi alla modulistica Registro Imprese (Fedra). 199 50 20 10 Risponde dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00. Oppure: registroimprese@infocamere.it

La Partita IVA – Link del portale ministeriale Cliclavoro.gov.it.

Servizi di informazione, orientamento e assistenza per la nuova imprenditoria in Emilia-Romagna dal sito Informagiovanionline.it.

Incubatori di impresa e Spin-off in Emilia-Romagna dal sito Informagiovanionline.it.