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Permesso a punti: chi non deve fare gli esami di italiano ed educazione civica

Da marzo  2012, chi arriva in Italia deve stipulare con lo Stato un accordo di integrazione, legato al cosiddetto “permesso a punti”.
In pratica, si impegna a raggiungere entro due anni determinati obiettivi, tra  quali ci sono anche una sufficiente conoscenza della lingua italiana e della cultura civica e della vita civile in Italia, che andrà verificate con un test presso lo Sportello unico per l’Immigrazione.

Il Ministero dell’Interno ha però stretto delle intese con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in base alle quali può essere esonerato dal test di italiano chi è in possesso di determinati titoli scolastici e certificazioni linguistiche.
Una circolare inviata il 17 marzo 2015 a tutti gli Sportelli unici per l’immigrazione li ha ricordati tutti, dividendoli in quattro gruppi.

 

Per leggere la circolare clicca qui

 

Tratto da Osservatorio delle Immigrazioni di Bologna

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